Il BORGO E LA ROCCA VISCONTEA

Secondo una leggenda il toponimo Castell’Arquato deriva da Caio Torquato, patrizio romano del III sec. a.C., fondatore di un castrum quadratum.  

Il borgo fu poi un importante avamposto longobardo contro i Bizantini, nel 789 fu sotto il dominio dei Franchi, in seguito il feudo fu donato al vescovo di Piacenza.

Nel 1169 iniziò l’autonomia del borgo con la fase consolare, dal 1204 fu residenza del vescovo di Piacenza Grimerio, che operò per la costituzione del libero comune, ufficiale dal 1220, per concessione del vescovo Vicedomino.

Nel 1223 iniziò il periodo podestarile: i podestà erano scelti dal comune di Piacenza tra i membri delle nobili famiglie, quali gli Scotti e i Visconti di Piacenza.

Nel 1290 il borgo passò nelle mani di Alberto Scoto, il quale nominò podestà Pietro de’ Spectinis.

Lo Scoto mantenne il potere fino al 1317, quando il borgo venne conquistato da Galeazzo Visconti.

I Visconti mantennero il borgo fino al 1453, quando passò nelle mani di Francesco Sforza, che lo concesse poi a Tiberio Brandolino da Forlì.  Nel 1499 ci furono le invasioni francesi di Luigi XII e grazie all’appoggio papale, nel 1512 Castell’Arquato passò nelle mani di Sforzino Sforza, alle dipendenze di Piacenza. Ma nel 1541 il borgo ritornò indipendente grazie a Papa Paolo III Farnese, la cui figlia Costanza sposò Bosio II di Santa Fiora.

Nel 1545 il borgo divenne marchesato grazie al duca Ottavio Farnese. La dinastia dei Santa Fiora continuò fino al 1707, quando il borgo entrò a far parte del Ducato di Parma e Piacenza.